Data pubblicazione: 15/12/2025 prot. 70797 - 18/10/2024
Parere in merito alla spettanza dell’indennità di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 al dipendente con figlio di età inferiore all’anno che, a seguito di dimissioni volontarie, venga riassunto presso lo stesso ente in quanto idoneo vincitore in procedura concorsuale pubblica.
La disciplina vigente all'articolo 55, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 prevede il diritto alle indennità, previste per legge e a livello contrattuale, per la lavoratrice che si dimette volontariamente nel periodo stabilito dall’articolo 54, comma 1, ovvero fino al compimento del primo anno di età del bambino. In aggiunta, l’articolo 55, al comma 2, prevede che la corresponsione dell’indennità spetti, altresì, al padre lavoratore che ha fruito del congedo di paternità ex artt. 27 bis e 28 del medesimo decreto. Tuttavia, tali disposizioni non si considerano estese qualora le dimissioni risultino preordinate alla successiva riassunzione – peraltro senza soluzione di continuità e con la garanzia del diritto alla conservazione del posto – di cui all’articolo 10 del CCNL Funzioni locali 19 luglio 2023, con inquadramento nel profilo professionale di categoria superiore ed evidente ed oggettivo vantaggio economico per il lavoratore.
Al Comune omissis
Oggetto:Parere in merito alla spettanza dell’indennità di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 al dipendente con figlio di età inferiore all’anno che, a seguito di dimissioni volontarie, venga riassunto presso lo stesso ente in quanto idoneo vincitore in procedura concorsuale pubblica.
Si fa riferimento alla nota prot. n. omissis del omissis, acquisita in pari data con prot. omissis, con la quale si chiede l’avviso di questo Dipartimento riguardo alla corretta applicazione della disposizione normativa di cui all’articolo 55 del decreto legislativo n. 151/2001, in caso di dimissioni volontarie e successiva nuova assunzione in altro profilo professionale presso la medesima Amministrazione, senza soluzione di continuità.
In base a quanto riportato nella nota in esame, il dipendente interessato, già in servizio presso codesto omissis, avrebbe partecipato ad una procedura concorsuale per la categoria superiore risultandone vincitore, rassegnando, all’uopo, le dimissioni con diritto alla conservazione del posto, ai sensi dell’articolo 10 del CCNL 19 luglio 2023.
Come noto, l’articolo 55, comma 1, del richiamato decreto legislativo n. 151 del 2001 prevede che: “In caso di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per cui è previsto, a norma dell'articolo 54, il divieto di licenziamento, la lavoratrice ha diritto alle indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento. La lavoratrice e il lavoratore che si dimettono nel predetto periodo non sono tenuti al preavviso.” In base al successivo comma 2, la corresponsione dell’indennità spetta, altresì, al padre lavoratore che ha fruito del congedo di paternità ex artt. 27 bis e 28 del medesimo decreto.
Pertanto, può ritenersi che, in caso di sussistenza dei presupposti legali sopra riportati, il dipendente che abbia rassegnato le dimissioni nel periodo stabilito dal comma 1 dell’articolo 54 del richiamato Testo unico, ovvero fino al compimento di un anno di età del bambino, abbia diritto al medesimo trattamento economico spettante alla madre lavoratrice.
Tuttavia, nel caso in esame, non sembrano ravvisarsi le condizioni legittimanti il beneficio a favore dell’interessato, trattandosi di dimissioni preordinate alla successiva riassunzione – peraltro senza soluzione di continuità e con la garanzia del diritto alla conservazione del posto[1] -, con inquadramento nel profilo professionale di categoria superiore ed evidente ed oggettivo vantaggio economico per il lavoratore.
Pertanto, potendosi configurare nella fattispecie in esame, come delineato dalla giurisprudenza, una ipotesi di “abuso del diritto” da parte del lavoratore[2], si ritiene che il datore di lavoro possa legittimamente omettere di corrispondere le indennità di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.
Tanto si rappresenta, per quanto di competenza e in termini generali, per le definitive determinazioni di codesto Ente.
IL DIRETTORE DELL’UFFICIO
Alfonso Migliore
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