Ente Erogatore

Secondo quanto previsto dall'art. 2, comma 1, lett. f) del d.P.C.M. n. 51 del 2020, la qualificazione come ente erogatore spetta all'INPS o altro ente pubblico responsabile per l'erogazione del TFS/TFR. Se un ente pubblico, a qualsiasi titolo, eroga direttamente ai suoi dipendenti o parte di essi il TFS/TFR, può essere soggetta alla richiesta di certificazione dell'importo dell'anticipo e quindi, anche ai fini della presente procedura, è configurabile come ente erogatore. Conseguentemente dovrà adempiere, con le modalità previste dal d.P.C.M. n. 51 del 2020 e dall'Accordo quadro, esplicate nella sezione dedicata, ai passaggi necessari per consentire all'interessato di accedere all'anticipo del TFS/TFR di cui all'art 23 del d. l. n. 4 del 2019, qualora ne abbia diritto.
L’ammontare da indicare come credito previdenziale è l’importo maturato a titolo di TFS/TFR al netto delle ritenute di legge e degli eventuali debiti con l’Ente erogatore.
Per l’Ente erogatore, ai fini della presente certificazione, non rileva l’effettivo importo che il Richiedente deciderà di chiedere in anticipo. L’importo massimo cedibile, ai sensi dell’art. 23 del d.l. n. 4 del 2019, è 45.000 Euro, al netto dell’Irpef, di qualunque debito e di eventuali altre cessioni. Se l’importo complessivo cedibile è uguale o superiore a 45.000 Euro, come importo nella prima tabella del modulo di certificazione sarà indicato 45.000 Euro. Se l’importo complessivo cedibile è minore di 45.000 Euro, sarà indicato l’importo massimo cedibile riscontrato.
Dopo aver riscontrato la capienza dell’importo cedibile rispetto ai 45.000 Euro, l’Ente erogatore scorporerà dall’importo previsto per la prima rata (al netto delle ritenute di legge e di eventuali altri debiti con l’Ente erogatore) gli eventuali importi già ceduti in precedenza. Il risultato di tale sottrazione sarà imputato alla voce “prima rata” nella tabella relativa alle modalità di pagamento, con l’indicazione contestuale della data in cui è prevista la liquidazione della stessa. Qualora l’importo riportato nella prima rata non sia sufficiente a raggiungere i 45.000 Euro o l’importo diverso riportato nella tabella precedente come “importo netto complessivamente cedibile”, il restante importo sarà imputato alla voce “seconda rata” con la relativa data di pagamento. Laddove risulti un importo precedentemente ceduto complessivamente superiore all’importo netto previsto per la prima rata, i criteri precedentemente indicati si applicheranno rispettivamente alla seconda e terza rata.
La certificazione tiene conto, per coloro che hanno o hanno avuto accesso al pensionamento con “quota 100”, del momento di maturazione dei requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici, ai sensi dell'art. 24 del d.l. n. 201 del 2011 e di quanto previsto dal decreto del 5 novembre 2019 in materia di adeguamento dei requisiti all’incremento della speranza di vita (per il biennio 2021-2022). Qualora la data teorica per la maturazione del primo diritto utile a pensione per questi soggetti avvenga a partire dal 01/01/2023, l’indicazione delle date di liquidazione delle rate di TFS/TFR riportate sul documento di certificazione terranno conto di tutti gli aumenti, determinati e programmati, dell’adeguamento alla speranza di vita. Ai fini dell’individuazione degli aumenti programmati si farà riferimento a quanto contenuto nel “Rapporto MEF – Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato – Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio –sanitario, 2020". Tali incrementi saranno opportunamente considerati per la determinazione del primo requisito utile alla maturazione del diritto a pensione, ove previsto dalla legge, qualora questo avvenga successivamente al 31/12/2022 e di conseguenza anche nell’indicazione delle date previste per la liquidazione del TFS/TFR.
l’Ente erogatore, prima dell’invio alla Banca della presa d’atto dell’avvenuta conclusione del contratto di anticipo del TFS/TFR, deve acquisire dall’INPS la garanzia a tutela del finanziamento che la Banca si appresta ad effettuare.
l’Ente erogatore è tenuto preliminarmente a perfezionare la registrazione all’apposita sezione del presente portale (https://lavoropubblico.gov.it/anticipo-tfs-tfr/sei-un-ente-erogatore) e tale passaggio è propedeutico per accedere al nuovo servizio realizzato sul portale dell’INPS (www.inps.it) denominato “Servizio Online Enti Erogatori”. Nel caso l’Ente non risultasse presenti nell’elenco, la procedura non permette la prosecuzione dell’iter del rilascio della garanzia e propone all’utente le indicazioni necessarie per effettuare la necessaria registrazione.
Gli Enti erogatori che non l’abbiano già fatto, devono chiedere l’abilitazione al “Servizio Online Enti Erogatori” del proprio PIN dell’INPS compilando l’apposito modello RA012. Il modulo debitamente compilato e sottoscritto, corredato dei documenti di riconoscimento dei firmatari, va scansionato e inviato all’indirizzo PEC della Direzione Provinciale/Filiale Metropolitana dell’INPS competente per l’Amministrazione/Ente dichiarante presente nella denuncia UNIEMENS Lista PosPA.
A seguito dell’abilitazione, il personale dell’Ente erogatore che ne ha titolo accede al “Servizio Online Enti Erogatori” utilizzando le usuali credenziali di accesso ai servizi dell’INPS.
Il Servizio mette a disposizione degli Enti:
  • la “Richiesta di rilascio della garanzia”, per effettuare l’acquisizione online della garanzia;
  • la “Visualizzazione delle richieste di rilascio della garanzia”, per monitorare lo stato delle richieste già inviate all’Istituto.
Per la “Richiesta di rilascio della garanzia” l’Ente erogatore dovrà inserire:
  • dati identificativi dell’Ente erogatore;
  • dati identificativi del dipendente che richiede il finanziamento;
  • numero e dati relativi alla proposta di contratto di finanziamento.
All’esito dell’acquisizione dei predetti dati, la procedura, oltre a calcolare la misura della commissione di accesso al Fondo, evidenzia il riepilogo delle informazioni relative alla proposta di contratto di finanziamento, consentendo di apportare le necessarie modifiche. Selezionando l’opzione “invio” viene perfezionata la domanda di rilascio della garanzia a fronte della predetta proposta di contratto di finanziamento.
A seguito dei necessari controlli, la procedura rilascia la garanzia del Fondo, con evidenza dei relativi dati identificativi e del numero di iscrizione al Fondo che contraddistingue univocamente la garanzia medesima. In assenza di anomalie, il rilascio della garanzia avviene in tempo reale.
L’Ente erogatore riceverà l’attestato della garanzia via PEC che sarà sempre consultabile anche attraverso la funzionalità “Visualizzazione delle richieste di rilascio della garanzia”.
Acquisita la garanzia, entro 30 giorni dalla comunicazione della proposta di contratto di finanziamento da parte della Banca, l’Ente erogatore è tenuto a comunicare alla Banca, via PEC, la presa d’atto dell’avvenuta conclusione del contratto di anticipo del TFS/TFR, allegando l’attestazione della garanzia in formato pdf. Al riguardo, si precisa che gli Enti erogatori nelle comunicazioni sono tenuti ad utilizzare il medesimo indirizzo PEC dichiarato in fase di registrazione al portale lavoropubblico.gov. Per ulteriori informazioni cfr. Circolare INPS n. 131 del 17/11/2020 e il Manuale Utente – Prestazioni Previdenziali: Servizi Online Enti Erogatori.
Il documento di presa d’atto è predisposto dall’Ente erogatore a seguito della notifica formale da parte della banca dell’avvenuta stipula del contratto di anticipo. Nella comunicazione l’Ente erogatore acquisisce i dati relativi all’effettivo importo chiesto in anticipo da parte del Richiedente e accordato dalla Banca, sulla base della certificazione emessa dall’Ente erogatore stesso all’inizio del procedimento. A questo punto l’importo da inserire è quello realmente oggetto di anticipo e quindi ceduto alla banca. La quantificazione delle rate, seguendo la ratio già espressa nella FAQ relativa alla compilazione del documento di certificazione, sarà quella corrispondente all’effettivo ammontare di trattamento ceduto e chiesto in anticipo.
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